Art. 1 - Istituzione
È costituito nel Comune di Armungia con deliberazione del Consiglio Comunale n. 13 del 19/04/1985 un museo storico ed etnografico che assume la denominazione di Museo Storico Etnografico “Sa Domu de is Ainas”.
È costituito nel Comune di Armungia con deliberazione del Consiglio Comunale n. 13 del 19/04/1985 un museo storico ed etnografico che assume la denominazione di Museo Storico Etnografico “Sa Domu de is Ainas”.
Il museo ha sede in Armungia, in Piazza Municipio, presso l’antico palazzo comunale, edificato intorno alla metà del XIX secolo sul sito storicamente dedicato alla Chiesa di San Giovanni. Originariamente ospitava anche il Monte Granatico e le prime scuole elementari di Armungia. Gli spazi dell’edificio ospitano la sezione museale etnografica e la relativa collezione.
Il museo, oltre alla sede principale, ha le seguenti sedi secondarie: l’edificio denominato Bottega del Fabbro, dedicato alla rappresentazione del lavoro artigiano del fabbro (su ferreri); e l’edificio denominato Casa del Segretario, importante abitazione padronale edificata tra il XIX e i primi del XX secolo, che ospita la sezione museale storica dedicata a Emilio e Joyce Lussu.
Il museo è un organismo permanente del Comune di Armungia senza fini di lucro. La titolarità giuridica del museo è del Comune di Armungia.
Il museo persegue principalmente finalità di acquisizione, raccolta, conservazione ed esposizione di beni culturali, salvaguardando e portando a conoscenza del pubblico le testimonianze del patrimonio culturale, materiale e immateriale, della comunità armungese.
In particolare il museo ha le seguente finalità: implementare le proprie collezioni ed il patrimonio attraverso una continua ricerca di materiali, beni, documenti e immagini attinenti la storia e la cultura del territorio; assicurare le attività di gestione, valorizzazione e promozione, incrementando i servizi al pubblico e migliorandone la qualità;
promuovere e gestire anche direttamente iniziative per la valorizzazione del territorio e del suo patrimonio storico-culturale attraverso la produzione di mostre, organizzazione di convegni, presentazione di volumi di ricerca;
promuovere attività di studio sul patrimonio storico, culturale e identitario della comunità armungese, relativo anche alla storia dei suoi cittadini illustri;
promuovere ed attuare ogni utile iniziativa di carattere culturale al fine di favorire al massimo la fruizione e la conoscenza del proprio patrimonio; realizzare iniziative specifiche per i giovani in età scolare attraverso attività didattiche ed educative; opera in coordinamento e in collaborazione con altri sistemi della società contadina e con l’insieme dei musei e delle istituzioni che trattano del patrimonio storico e culturale della “GRANDE GUERRA”
Il patrimonio del museo, conservato nella sede principale e nelle sedi secondarie, è costituito da: vestiario tradizionale dell’ultimo ventennio dell’Ottocento; strumenti tradizionali relativi ai lavori femminili della tessitura e della panificazione; attrezzi del lavoro agricolo; strumenti del lavoro del fabbro; strumenti del lavoro pastorale; oggetti d’uso comune; collezione fotografica Stefanini; opere d’arte premiate in occasione della mostra “Emilio Lussu: l’impegno di una vita”; collezione fotografica Caruso; materiale fotografico, di documentazione e scientifico in genere.
La sezione etnografica si articola in cinque sale tematiche: la Sala del vestiario tradizionale, la Sala dei lavori delle donne, la Sala dell’agricoltura, la Sala dell’artigianato del ferro, la Sala delle risorse del territorio. L’esposizione museale degli oggetti della collezione è accompagnata da una serie di pannelli illustrativi contenenti notizie storiche, immagini d’epoca, illustrazioni e documenti. Il materiale esposto è ordinato su schede di inventario conservate presso gli uffici del museo.
La Sala dell’artigianato del ferro rimanda alla Bottega del Fabbro, visitabile attraverso un percorso che dalla sede museale principale si snoda per le vie del centro storico. Al suo interno si conservano gli strumenti e gli ambienti tipici del lavoro de su ferreri, il sottoportico con il telaio in legno per la ferratura degli animali da lavoro e la fucina per la lavorazione del ferro. Nei vari spazi son disposti dei pannelli illustrativi che, attraverso immagini e testi descrivono i vari procedimenti lavorativi.
La sezione storica è stata costituita al fine di valorizzare pienamente le figure di Emilio e Joyce Lussu, sia per il loro ruolo negli avvenimenti storici del Novecento, sia per il forte legame con essi hanno avuto con persone e luoghi della comunità armungese. Comprende un’esposizione di materiale fotografico e documentale proveniente dal Fondo Lussu, una serie di postazioni multimediali, la mostra fotografica “1971: Emilio, la sua casa, la sua famiglia, la sua Armungia”, del fotografo Franco Caruso, e le opere premiate dal Comune di Armungia in occasione della mostra d’arte “Emilio Lussu: l’impegno di una vita”.
La sistemazione delle raccolte che compongono il patrimonio di cui al precedente articolo 4 è ordinata secondo i principi e i criteri stabiliti dalla normativa nazionale e regionale vigente in materia e secondo le esigenze logistiche accolte dall’Amministrazione comunale in riferimento alle condizioni di efficacia e di efficienza del miglior rendimento del servizio pubblico al quale sono destinate.
L’Amministrazione comunale ha cura di assicurare alle sedi museali il soddisfacimento dei criteri adeguatezza e funzionalità delle strutture, tenuto conto delle caratteristiche degli spazi museali e degli scopi perseguiti. Assume in particolare l’impegno di rimuovere ostacoli e barriere architettoniche che possano in qualche modo rendere difficoltose ai cittadini portatori di handicap l’accesso, la permanenza e il passaggio nei locali di esposizione e di servizio, adottando accorgimenti idonei a tal fine e compatibili con la struttura e con il carattere proprio delle sedi.
Per il mantenimento delle sedi, per il funzionamento e l’incremento delle raccolte, per l’organizzazione dei lavori di ricerca e di studio, per le mostre tematiche e manifestazioni varie di arte e cultura da tenersi presso l’Istituto museale il Comune provvede annualmente, con uno stanziamento nel bilancio ordinario di un apposito fondo in relazione alle necessità e secondo i contributi finanziari che per gli stessi scopi possono essere concessi dallo Stato, dalla Regione e da altri Enti.
In particolare alle spese per l’attività e funzionamento del Museo si farà fronte:
Sono organi del museo:
Il museo è sottoposto a vigilanza da parte della Regione Autonoma della Sardegna, che sulla base di norme e di atti d’indirizzo ne valuta l’operato, verificandone il rispetto dei requisiti minimi delle dotazioni e del servizio, e definisce il programma di interventi da realizzare nell’ambito del sistema museale regionale.
Il museo è controllato dal Comune di Armungia che approva il piano annuale di attività, conferisce le dotazioni finanziarie necessarie, valuta le esigenze e le richieste di miglioramento della qualità e verifica il raggiungimento degli obiettivi.
Il museo costituisce un’articolazione del sistema museale regionale e pertanto programma le sue attività compatibilmente con gli obiettivi generali del sistema al fine di realizzare una migliore valorizzazione, promozione e gestione delle risorse.
Il direttore del Museo è nominato dal Consiglio comunale sulla base di un curriculum professionale attestante le competenze scientifiche e manageriali nell’ambito specifico del museo; elabora e attua programmi annuali e pluriennali di attività; dirige e coordina il personale; nomina fra i dipendenti un responsabile della sicurezza e in caso di mancanza di figure professionali idonee nomina un esterno che può essere scelto fra quelli operanti all’interno del sistema museale; è responsabile dei beni indicati nell’inventario e di quelli a qualsiasi titolo affidati formalmente al Museo; predispone i bilanci di previsione e le loro variazioni, nonché il conto consuntivo con la relazione illustrativa.
L’Amministrazione Comunale, d’intesa con il Direttore, stabilisce le condizioni per l’affidamento a soggetti esterni, che operano in forma di impresa, delle attività museali, le modalità di svolgimento delle attività di volontariato, e stabilisce accordi con le Università o le istituzioni scolastiche per tirocini e per il rilascio di crediti formativi.
Il direttore partecipa alle riunioni dei direttori di museo che appartengono ai sistemi museali; attua, per le parti di sua competenza, i piani definiti nelle riunioni di coordinamento e contribuisce in tale sede alla definizioni di interventi integrati volti a migliorare la qualità dell’offerta culturale.
Si relaziona con il territorio per coordinare le attività di promozione e sviluppo, e per proporre a e accogliere iniziative che possono favorirne la crescita sociale, culturale ed economica.
Il Comitato Scientifico, organo consultivo del Museo, è nominato dalla Giunta comunale ed è composto da rappresentanti dell’Amministrazione comunale e da esperti di riconosciuta competenza, comprovata da specifici titoli o attività, in discipline storiche, antropologiche, museologiche, museografiche o comunque attinenti alle tematiche del Museo.
I membri del Comitato scientifico durano in carica 5 anni.
Coordina l’attività del Comitato scientifico il Presidente eletto collegialmente.
Il Comitato Scientifico svolge le seguenti funzioni:
Il Revisore dei conti è il revisore del Comune di Armungia.
La struttura organizzativa del Museo e le sue variazioni vengono determinate con deliberazioni della Giunta Municipale.
L’organizzazione strutturale è di tipo funzionale e si modula sulle attività che concretamente devono essere svolte.
Gli Uffici del Servizio di competenza si organizzano in modo che sia assicurata la flessibilità delle strutture, in relazione ai progetti che debbono essere realizzati e agli obiettivi che debbono essere conseguiti.
L’organigramma del Museo comprende le seguenti figure:
Ogni opera ed ogni oggetto che entrano definitivamente o per l’acquisto o per dono o per qualsiasi altra causa nel Museo deve essere registrata con i principali dati di riconoscimento (materia, dimensioni, tecnica, soggetto età e, se possibile, autore e/o proprietario e provenienza) nell’inventario delle raccolte. Qui l’oggetto e/o l’opera viene contrassegnata da un numero distintivo che non dovrà più essere cambiato. Gli inventari sono costituiti e tenuti aggiornati seguendo le norme delle Leggi Regionali e nazionali. Di ogni oggetto sarà redatta inoltre una scheda scientifica di catalogazione. Le norme suindicate per gli inventari e per gli schedari delle raccolte valgono anche per gli oggetti, gli arredi ricevuti in deposito, che verranno registrati negli inventari dei depositi e contrassegnati con la numerazione propria.
Per quanto riguarda i depositi, il depositante conserva la proprietà delle cose depositate, ma non potrà ritirarle se non dopo il termine concordato. Nessun deposito potrà essere accettato per un termine inferiore a cinque anni. Il Comune ha verso i depositanti i suoi obblighi e diritti determinati dal Codice Civile sui depositi volontari. L’atto di deposito sarà regolato da una apposita convenzione sottoscritta dal sindaco, e dal Responsabile del Servizio e dal depositante.
Oltre a quanto disposto dalle Leggi vigenti sulla tutela delle cose di interesse archeologico, etnografico ed artistico, nessuna opera, nessun oggetto può essere trasportato fuori dal Museo anche solo temporaneamente, né rimosso dal posto dove si trova, per nessun motivo e da nessuna persona senza previa autorizzazione dell’ Amministrazione comunale, sentito il parere del Responsabile del Servizio.
Per quanto riguarda il prestito di oggetti, fotografie o documenti che fanno parte della raccolte del Museo, l’Amministrazione comunale, sentito il parere del Responsabile del Servizio, può concedere, con i dovuti superiori consensi degli enti competenti, e limitatamente a Musei ed Enti di riconosciuto nome e per manifestazioni di carattere culturale, il prestito di oggetti e di opere. Gli oggetti, le opere e gli arredi concessi in prestito devono essere assicurati a cura e a carico del Museo e/o Ente richiedente per il valore che sarà stato stabilito dall’Organo comunale di competenza. La spedizione e/o prestito potrà aver luogo solo dopo la consegna al Comune di Armungia della relativa polizza.
Il Museo è normalmente aperto al pubblico dal giovedì alla domenica nel periodo invernale e dal mercoledì alla domenica nel periodo estivo.
L’ingresso al Museo è soggetto a tassa d’ingresso determinata nei limiti fissati dai Decreti Ministeriali per i Musei della Regione Sardegna, con riduzioni previste per le scolaresche, gli anziani e, in genere, tutti i gruppi pari o superiori alle quindici unità, salvo diverse disposizioni dell’Amministrazione Comunale.
Per il pieno adempimento degli scopi propri del Museo tutte le raccolte devono essere visibili e consultabili. Le opere, gli oggetti e gli arredi di particolare pregio, delicatezza o fragilità e le raccolte custodite nei depositi, potranno essere esaminate e studiate dietro domanda, con speciali cautele alla presenza dell’addetto tecnico.
Tutte le opere e gli oggetti a disposizione devono, a cura del Responsabile tramite il suo personale, essere corredate, o singolarmente o per gruppi, di cartelle esplicative con i relativi dati.
Puoi scaricare il PDF originale del regolamento dal seguente link:
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