Il territorio
Il territorio di Armungia è segnato dal corso del Flumendosa, che separa fin dai tempi antichi la parte dell’abitato dalla zona dei grandi boschi di Murdega, storicamente importanti per l’allevamento, la caccia grossa e la produzione del carbone vegetale. Percorrendo i sentieri in mezzo alla foresta s’incontrano ancora oggi i resti di numerose aie carbonili, tracce importanti dell’attività di segantini e carbonai un tempo impegnati nella produzione del carbone di legna. In questa zona si trovano anche i ruderi della Miniera di Sa Lilla, attiva per diversi decenni a cavallo tra Otto e Novecento e destinata all’estrazione di galena e blenda.
Oltre il Flumendosa, nella parte più elevata del territorio comunale, è situato poi l’altopiano di S’Ilixi Durci e Sa Perda Lada, un vasto tavolato di roccia arenaria sorto da un basso mare dell’Eocene, segnato da erosioni che nel corso dei millenni hanno lentamente prodotto anfratti e monumenti naturali di suggestiva bellezza.
Qui è possibile ammirare anche le testimonianze archeologiche più antiche del territorio. In località S’Ilixi Durci, in un pianoro aperto e spazzato dal vento, si trova un’area di tombe a circolo dell’Età del Rame (III millennio a.C.), segnata da pietre fitte che dovevano indicare la sacralità dell’area. Tra le 14 costruzioni menzionate dall’abate Vittorio Angius nel 1833, oltre al Nuraghe Armungia di particolare interesse appare il Nuraghe Turrigas, un nuraghe a corridoio eretto in posizione dominante poco fuori dall’abitato, verso levante.
Il territorio di Armungia è attraversato dal Sentiero Italia CAI ed è quindi meta ideale per escursioni e trekking. Seguendo il tracciato del Sentiero Italia è possibile partire dalla valle del Flumendosa per raggiungere Sa Mola e l’altopiano di Sa Perda Lada, oppure partire dall’abitato per raggiugere il borgo minerario di Su Suergiu a Villasalto, percorrendo il sentiero un tempo utilizzato dai minatori armungesi.
